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La sera c’è margine per ricaricare, ma non sempre nello stesso momento

La sera c’è margine per ricaricare, ma non sempre nello stesso momento

La sera il caricatore può ridurre la potenza per lasciare energia agli altri carichi domestici. Mentre si cucina è comprensibile. Quando però la cucina si spegne, l’auto può continuare per ore con lo stesso limite, anche se nel frattempo la casa avrebbe più potenza disponibile.

È qui che entra in gioco la gestione dinamica del carico: la ricarica può seguire l’andamento dei consumi dell’abitazione. Un confronto semplice aiuta a capire se questo margine serve soltanto a rendere la ricarica più comoda o se è decisivo per avere l’energia necessaria alla partenza del mattino.

Parti dall’energia che ti serve al mattino

Supponiamo che, dopo una giornata più lunga del solito, tu voglia far transitare 36 kWh verso l’auto, misurati al caricatore. Hai sette ore a disposizione. L’auto accetta al massimo 11 kW in corrente alternata (AC) e, nei periodi più tranquilli, l’impianto elettrico domestico riesce a fornire questa potenza.

Abbiamo scelto apposta 36 kWh. Non stiamo simulando una ricarica completa della batteria, ma verificando se l’energia prevista per il viaggio successivo rientra nel tempo di sosta a casa. Nella batteria può accumularsi un’energia inferiore, perché durante la ricarica anche l’auto consuma.

Puoi fare lo stesso calcolo con la tua auto. Dopo una normale giornata di pendolarismo servirà una quantità diversa rispetto al rientro da un viaggio lungo. Conviene quindi verificare che il sistema possa gestire anche le esigenze maggiori già prevedibili.

La potenza per l’auto dipende dai consumi della casa

Casa e auto condividono lo stesso punto di fornitura. Quando l’abitazione richiede più corrente, ne resta meno per la ricarica; quando i consumi domestici scendono, il caricatore può riceverne di più.

Zaptec Sense adegua la potenza destinata alla ricarica al consumo misurato dell’edificio. La variante di misurazione di Sense va scelta in base al contatore locale e al collegamento elettrico. Le opzioni sono riepilogate anche nella presentazione del produttore dedicata a Sense.

Il dispositivo consente quindi di sfruttare meglio il margine già presente. Il limite nominale della fornitura non cambia: cambia soltanto quanta parte ne utilizza la casa in ogni momento.

Le stesse sette ore, due risultati diversi

Nel nostro esempio la potenza disponibile per la ricarica varia in tre intervalli. Sono valori ipotetici, considerati costanti in ciascun intervallo, non dati misurati.

Intervallo Durata Potenza disponibile per la ricarica Energia trasferibile
Consumi domestici serali più elevati 2 ore 4,14 kW 8,28 kWh
Consumi in diminuzione 2 ore 6,9 kW 13,8 kWh
Fascia notturna con più margine 3 ore 11 kW Fino a 33 kWh

Dopo quattro ore sono transitati 22,08 kWh. Per raggiungere l’obiettivo ne mancano 13,92 kWh, trasferibili a 11 kW in circa 1 ora e 16 minuti. Con le potenze ipotizzate, i 36 kWh possono quindi essere raggiunti in circa 5 ore e 16 minuti.

Se il limite restasse sempre a 4,14 kW, in sette ore passerebbero 28,98 kWh, con un deficit di 7,02 kWh rispetto all’obiettivo. Variando la potenza di ricarica, la stessa fornitura può invece rendere disponibile entro il mattino l’energia prevista.

Quando questa differenza conta davvero?

Se la finestra di sosta è spesso così stretta, vale la pena includere nella valutazione anche un controllo che segua i consumi dell’abitazione. La maggiore potenza disponibile a tarda sera è utile soltanto se l’auto è ancora collegata e deve ancora ricevere energia.

Con un fabbisogno quotidiano di 18 kWh il quadro cambia: nell’esempio basterebbero anche 4,14 kW costanti per sette ore. In questo caso il principale vantaggio del controllo automatico può essere un ripristino più rapido e un margine maggiore, per esempio prima di un tragitto serale imprevisto.

Con una rete e un’auto compatibili, Zaptec Go può erogare fino a 22 kW in ambito domestico. Se l’auto accetta al massimo 11 kW AC, sono comunque il veicolo e la capacità elettrica disponibile a determinare la ricarica effettiva. La potenza massima è indicata anche nella pagina del produttore dedicata a Zaptec Go.

Il margine deve esserci su ogni fase

In un’abitazione trifase la capacità residua va controllata fase per fase. Un apparecchio domestico che carica molto una singola fase può limitare la ricarica anche quando, nel complesso, sembra esserci ancora potenza libera.

L’esempio precedente utilizza già la potenza realmente fruibile dall’auto. Prima della messa in servizio, un professionista deve verificare protezioni, cavi, dispositivi di sicurezza e carichi di fase. Il fatto che nell’app sia impostabile una corrente maggiore non significa che l’impianto possa sostenerla.

Tre dati per individuare il passo successivo

Annota il valore della protezione principale su ciascuna fase, la capacità di ricarica AC dell’auto e il tempo tra arrivo e partenza. Considera poi una giornata normale e una più impegnativa, indicando per entrambe quanti kWh devono transitare dal caricatore.

Con questi dati puoi verificare entro quando la fornitura riesce a erogare l’energia necessaria. Se il tempo non basta, la valutazione tecnica può mostrare in quale punto dell’impianto elettrico esiste il limite.

Checklist educativa per stimare il fabbisogno

Annota modello dell’auto, capacità di ricarica AC, valori della protezione principale fase per fase, tempo abituale di sosta e kWh necessari in una giornata normale e in una più impegnativa.

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