La casa ha tre fasi e l’auto accetta 11 kW in corrente alternata (AC), ma sul display compaiono poco più di 4 kW. Considerando il consumo complessivo sembrerebbe esserci più margine. A limitare la ricarica può essere anche il modo in cui i carichi domestici sono distribuiti sulle tre fasi.
Vale la pena chiarirlo prima di valutare una potenza nominale maggiore. Lo stesso caricatore può erogare di più quando sulla fase più carica torna disponibile corrente per l’auto.
Tre fasi, tre limiti distinti
Immagina una fornitura con 25 A disponibili su ciascuna fase. Il margine residuo va verificato separatamente su ognuna: la corrente libera su una fase non può essere semplicemente spostata su quella quasi saturata dalla cucina.
Molte auto predisposte per la ricarica AC trifase assorbono la stessa corrente su tutte e tre le fasi. In questo caso è la fase con meno margine a determinare la corrente di ricarica su ciascuna. La sola potenza complessiva non basta quindi a dire quanto potrà caricare l’auto.
Cerca il dato nelle specifiche di ricarica AC del veicolo. Le potenze in kW più elevate indicate per le colonnine rapide pubbliche in corrente continua (DC) riguardano uno scenario diverso.
Dov’è finita la potenza apparentemente libera?
L’esempio seguente usa una tensione nominale di fase di 230 V e un limite di 25 A per fase. I carichi della casa non includono ancora l’auto.
| Fase | Consumo domestico | Corrente libera |
|---|---|---|
| L1 | 19 A | 6 A |
| L2 | 7 A | 18 A |
| L3 | 5 A | 20 A |
La somma mostra 44 A di margine. Un’auto che usa la stessa corrente sulle tre fasi può però ricevere solo 6 A su ciascuna. La potenza è quindi circa 3 × 230 V × 6 A = 4.140 W, cioè 4,14 kW.
L’energia non è scomparsa: parte del margine su L2 e L3 resta semplicemente inutilizzata. Se in seguito il consumo domestico su L1 scende a 9 A, anche lì diventano disponibili 16 A. L’auto dell’esempio può allora raggiungere circa 11 kW, purché siano soddisfatte anche le altre condizioni.
È naturalmente un calcolo semplificato. Il progetto elettrico deve considerare anche cavi, protezioni, margini impostati e tensioni effettive.
La differenza si nota quando devi ripartire
Supponiamo di dover trasferire 12 kWh attraverso il caricatore. A 4,14 kW costanti servono circa 2 ore e 54 minuti; con 16 A per fase, ossia 11,04 kW nominali, circa 1 ora e 5 minuti.
Se l’auto resta a casa tutta la notte, entrambe le velocità possono essere adeguate. Se devi ripartire dopo un’ora e mezza, invece, diventa importante sapere se nel frattempo cesserà il carico domestico che limita la ricarica.
Ne derivano due possibili valutazioni. Un picco breve può essere atteso se c’è abbastanza tempo prima della partenza. Se invece il carico elevato ricorre sempre sulla stessa fase, va esaminato specificamente nella verifica elettrica.
A che cosa servono le diverse gestioni delle fasi?
La gestione del carico adeguata ai consumi domestici regola la corrente destinata alla ricarica. Quando più auto condividono un sistema, si può inoltre pianificare come distribuire il carico tra le fasi.
Zaptec Pro prevede la gestione dinamica delle fasi e del carico nei sistemi condivisi. Può essere utile per coordinare veicoli con capacità di ricarica diverse entro la potenza disponibile. La funzione è descritta nella documentazione del produttore su Zaptec Pro.
Il passaggio tra ricarica monofase e trifase è un’altra cosa: la stessa auto usa, a seconda del momento, una o tre fasi. Può servire nei periodi di potenza ridotta, per esempio quando il surplus fotovoltaico oscilla.
Che cosa significa il cambio di fase di Go 2 in questo esempio?
In modalità monofase Go 2 utilizza la fase collegata al morsetto L1. Se il margine manca proprio lì, passare da tre fasi a una non trasferisce il limite sulle altre due.
Per il passaggio descritto dal produttore servono un collegamento trifase, una configurazione impostata come trifase, una connessione online e un controllo Zaptec compatibile. La funzione non è utilizzabile in modalità Standalone né con autenticazione OCPP nativa. Il ritorno alle tre fasi va abilitato separatamente e dipende anche dall’auto. La guida al cambio di fase di Go 2 riepiloga le impostazioni. OCPP è lo standard di comunicazione tra il caricatore e un sistema di controllo esterno.
La domanda utile è dunque quale comportamento risolva il caso concreto. Collegamento, auto e logica di controllo determinano insieme quali funzioni siano effettivamente sfruttabili.
Porta con te i dati di ogni fase
Per prima cosa individua la capacità AC esatta dell’auto. Annota poi la protezione principale su ciascuna fase e i maggiori carichi domestici. Infine registra quando noti una potenza di ricarica bassa e quanto tempo resta prima della partenza.
Questi dati permettono a un professionista di analizzare in modo mirato la distribuzione dei carichi. Diventa così più chiaro non solo quale configurazione sia adatta, ma anche su quale fase e in quali orari esista davvero un margine utilizzabile.
Checklist educativa sui carichi di fase
Raccogli capacità AC dell’auto, protezione principale fase per fase, carichi domestici maggiori, potenza osservata durante la ricarica e tempo disponibile prima della partenza.

