La casa sta già immettendo energia in rete, l’auto è collegata, ma la ricarica che segue il surplus resta in attesa. Sembra tutto pronto, eppure la sessione può iniziare solo quando la potenza disponibile supera la soglia necessaria.
Con un surplus ridotto è decisivo anche il numero di fasi usato dall’auto. La stessa mattina di sole può bastare per una ricarica monofase ben configurata, mentre in trifase potrebbe non raggiungere nemmeno la soglia di avvio.
La ricarica ha un limite operativo inferiore
Il caricatore regola la corrente che l’auto può assorbire. La guida Zaptec per più caricatori domestici considera una corrente minima di 6 A. La capacità dell’auto e della configurazione specifiche va verificata separatamente. I valori di partenza sono nella guida del produttore.
Con una tensione nominale di fase di 230 V, 6 A su una fase corrispondono a circa 1,38 kW. Su tre fasi, con la stessa corrente su ciascuna, il totale sale a 4,14 kW.
Un surplus di 2 kW può quindi essere utilizzabile in un sistema monofase predisposto, ma è insufficiente rispetto al minimo trifase. Nella pratica possono servire anche un margine e un tempo di attesa: il caricatore non si attiva necessariamente sulla soglia teorica esatta.
La casa consuma prima una parte della produzione
Se l’inverter indica 3 kW e la casa assorbe 1,8 kW, per l’auto restano soltanto 1,2 kW, ancora sotto la soglia monofase dell’esempio.
Con la stessa produzione e consumi domestici ridotti a 0,6 kW, il surplus diventa 2,4 kW. Il sole non è cambiato, ma la possibilità di ricarica sì. Per seguirla serve una misura che mostri la potenza disponibile in quel momento.
È questa quota istantanea a interessare l’auto. Potenza nominale del fotovoltaico e produzione annua rispondono ad altre domande; per avviare una ricarica solo da surplus conta ciò che resta nell’istante.
Quattro ore possono già offrire una ricarica utile
Nell’esempio, in quattro ore consecutive restano 1,5; 2; 3 e 2,5 kW dopo i consumi domestici. Assumiamo costante la potenza di ogni ora e l’auto sempre collegata.
| Ora | Surplus | Minimo teorico monofase di 1,38 kW | Minimo teorico trifase di 4,14 kW |
|---|---|---|---|
| Prima | 1,5 kW | Raggiunto | Non raggiunto |
| Seconda | 2 kW | Raggiunto | Non raggiunto |
| Terza | 3 kW | Raggiunto | Non raggiunto |
| Quarta | 2,5 kW | Raggiunto | Non raggiunto |
Il surplus totale delle quattro ore è 9 kWh. Una ricarica monofase configurata per lavorare nell’intervallo adatto può utilizzarne una parte. Con tre fasi e la stessa corrente per fase, invece, nessuna ora raggiunge il minimo teorico.
Se l’obiettivo giornaliero è 8 kWh misurati al caricatore, in teoria la mattina potrebbe coprirlo. Nella pratica intervengono gradini di corrente, ritardo di avvio, carico delle fasi e risposta dell’auto. I 9 kWh rappresentano quindi un’opportunità, non una quantità garantita.
Anche una potenza ridotta può essere utile
Nell’esempio la soglia inferiore è utile quando l’auto ha tempo e si vuole utilizzare il proprio surplus. Più ore a bassa potenza possono accumulare un’energia rilevante per i tragitti quotidiani.
Se la partenza è vicina, può servire un’altra logica. Il controllo potrebbe consentire di integrare dalla rete la quota mancante. Per esempio, accanto a 1 kW di surplus servirebbero 0,38 kW per raggiungere il minimo teorico di 1,38 kW.
In entrambi i casi la domanda è la stessa: quanta energia vuoi trasferire nel tempo disponibile e quanta parte può provenire dalla rete? La configurazione deve riflettere questo obiettivo.
Progetta il cambio di fase di Go 2 con l’intero sistema
Il cambio di fase documentato per Go 2 richiede collegamento trifase, configurazione impostata come trifase, connessione online e controllo Zaptec adeguato. Non funziona in modalità Standalone né con autenticazione OCPP nativa. In monofase usa la fase collegata al morsetto L1; il ritorno alle tre fasi dipende dall’auto. La guida al cambio di fase di Go 2 descrive i dettagli. OCPP è lo standard di comunicazione tra caricatore e controllo esterno.
Per il comportamento desiderato servono insieme misura del surplus e numero di fasi corretto. Il produttore documenta un’integrazione fotovoltaica esterna; l’elenco attuale dei Paesi della modalità solare Sense non costituisce conferma automatica per l’Italia. I dettagli sono nella documentazione dell’integrazione e nell’elenco dei Paesi di Sense.
Configura condizioni di avvio e arresto in modo che il sistema resti prevedibile anche con oscillazioni brevi. Una prova di più ore è più significativa di una singola lettura istantanea.
Parti dai dati di una mattina
Scegli un intervallo in cui l’auto è a casa e restano spesso 1,5–3 kW. Annota modello esatto di auto e caricatore, numero di fasi e energia richiesta entro la partenza.
Con questi dati si può stimare l’energia recuperabile nelle ore a bassa potenza e la misura o il controllo necessari, usando la curva di produzione come base.
Checklist educativa per il surplus ridotto
Raccogli modello esatto di auto e caricatore, numero di fasi, soglia minima, surplus tipico tra 1,5–3 kW, durata della finestra e kWh necessari prima della partenza.

